19 marzo

19 marzo, festa del papà.
Ogni anno gli portavo le zeppole di San Giuseppe. Entravo in casa e lui era seduto al solito posto, al tavolo della cucina con le sue piccole abitudini.
Entravo e lo vedevo sempre lì. Adesso entro e non vedo nulla. Lo cerco ma non vedo nulla, dopo quasi 4 anni ancora adesso entro e lo cerco con gli occhi. Ma non lo vedo.
L’ultima zeppola mangiata in compagnia di mio padre risale al 19 marzo del 2010.
Mi è stato portato via in una notte, il giorno 8 ottobre dello stesso anno.
Ancora adesso provo un senso di vuoto e di colpa.
Non mi perdono il fatto di non essermi accorta di niente quella notte, di non aver sentito rumori, di non aver percepito un qualcosa che mi facesse capire. Di non averlo potuto o saputo aiutare.
Non mi perdono il fatto di non aver fatto in tempo a dirgli che gli volevo bene. Avrei dovuto farlo ogni giorno ma a queste cose non ci si pensa mai finchè si realizza, nostro malgrado, che è troppo tardi e non è più possibile.
Ora che non è più qui glielo dico spesso.
Non so se serve, se lui mi sente. Io penso di sì.



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